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Colesterolo non-Hdl e rischio cardiovascolare

Secondo i risultati di uno studio appena pubblicato su The Lancet, primo autore Fabian Brunner del dipartimento di Cardiologia all’University Heart & Vascular Center di Amburgo, le concentrazioni nel sangue di colesterolo non-Hdl si associano in modo significativo al rischio a lungo termine di eventi cardiovascolari.

Per metterlo a punto gli autori hanno utilizzato i dati provenienti da 19 paesi riguardanti 398.846 persone. Dell’intera popolazione oggetto di studio, 199.415 soggetti sono stati inclusi nella coorte di derivazione e 199.431 in quella di validazione. «Durante un follow-up massimo di 43,6 anni si sono verificati 54.542 eventi cardiovascolari» scrivono i ricercatori, che usando la curva di incidenza hanno scoperto che l’aumento delle categorie di colesterolo non-Hdl si associa a percentuali di eventi cardiovascolari progressivamente più alte a partire dai 30 anni di età. Ma non solo: anche i risultati dell’analisi multivariata indicano una correlazione significativa tra concentrazione di colesterolo non-Hdl e malattie cardiovascolari. «I livelli di colesterolo non Hdl nel sangue sono fortemente associati al rischio a lungo termine di malattie cardiovascolari aterosclerotiche – conclude Brunner – e questi dati, pertanto, potrebbero essere utili per la comunicazione medico-paziente sulle strategie di prevenzione primaria».

Leggi l’articolo pubblicato su The Lancet

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